Skip to content

Parità di Genere in azienda: molto più di una certificazione

Perché una Certificazione per la Parità di Genere?

Di recente Oriens ha conseguito la Certificazione per la Parità di Genere in azienda. La decisione è nata dalla volontà di porre in atto una trasformazione che non poteva più essere rimandata. In Oriens crediamo che il cambiamento si misuri in azioni concrete, per questo la certificazione non è per noi solo un riconoscimento formale, ma la conferma di un impegno reale: rafforzare una cultura interna fondata su rispetto e merito. In questo articolo, la nostra consulente Francesca Galasso ripercorre le tappe fondamentali, la ratio e gli obiettivi che hanno portato alla definizione di questo iter a livello mondiale, e alla scelta di seguirlo, operata in Oriens. E la storia affonda le sue radici nel tempo molto, molto prima di quanto la maggior parte di noi possa immaginare.

Una storia che nasce da lontano:

La Parità di Genere è un tema che con sempre maggior forza si impone nell'agenda di imprenditori e mondo del lavoro, colorandosi via via di sfumature connesse al set di valori e all'attrattività delle aziende stesse. Può sembrare un trend recente, tuttavia non è un concetto nato ieri, ma un'istanza frutto di decenni di evoluzione sociale, politica e culturale. Per ripercorrere insieme le principali tappe che, a livello mondiale, ci hanno condotti al punto in cui ci troviamo oggi, dobbiamo tornare indietro nel tempo alla conclusione del II Conflitto Mondiale:
  • 1945 - ONU: la Carta delle Nazioni Unite sancisce per la prima volta il principio di uguaglianza tra uomini e donne come condizione fondamento per la pace nel mondo;
  • 1995 - Conferenza di Pechino: si pongono le basi per le politiche globali di empowerment femminile;
  • 2006 - World Economic Forum: vengono introdotti indicatori concreti per la misurazione del divario di genere, riassunti nell'Indice Global gender Gap;
  • 2015 - Agenda 2030: con l'SDG si 5 rende la parità di genere un impegno globale misurabile;
  • 2017 - Direttiva UE/2014/95/UE sulla rendicontazione non finanziaria (NFRD): le aziende europee sono chiamate per la prima volta a rendere conto degli impatti sociali inclusivi, compreso il gender gap;
  • 2020 Strategia Europea per la Parità di Genere 2020-2025: per la prima volta la Commissione Europea chiede agli Stati membri di adottare strumenti di certificazione e misurazione dell'uguaglianza.

Oggi, chiedere pari opportunità, carriere trasparenti e stipendi equi non è più solo una questione di giustizia sociale: è diventato un indicatore di progresso e sviluppo. E può davvero raccontare un'altra storia, fare la differenza per l'azienda che decida di allinearvisi.

Cos’è davvero la UNI/PdR 125:2022?

La UNI/PdR 125:2022 è una sorta di “guida operativa”, un tool, uno strumento pensato per aiutare le aziende a promuovere la Parità di Genere in azienda tra donne e uomini. Non si limita a fornire un bollino di riconoscimento: serve piuttosto a introdurre un sistema concreto, fatto di azioni misurabili e migliorabili nel tempo, per creare un ambiente di lavoro più equo e inclusivo.

Le aziende che vogliano ottenere questa certificazione dovranno essere valutate da enti indipendenti, che verificheranno se i requisiti siano rispettati e assegneranno un punteggio basato su specifici indicatori (KPI).

La certificazione si fonda su sei aree chiave che coprono l’intero percorso lavorativo, dalla selezione fino alle fasi di vita più delicate come la genitorialità o il caregiving:

  1. Cultura e strategia

  2. Governance

  3. Processi HR

  4. Opportunità di crescita e inclusione

  5. Equità retributiva

  6. Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro

Per ciascuna area vengono definiti indicatori sia qualitativi che quantitativi, che fotografano in ogni momento il livello di parità (o disparità) presente in azienda. Questo punteggio non serve solo per “fare la media”, ma per costruire un vero percorso di miglioramento continuo.

Certificazione per la Parità di Genere: quale convenienza per le aziende?

Il mondo delle aziende moderne evolve con estrema rapidità: come abbiamo visto, se c'è un tema che più di altri oggi si impone con urgenza e forza sul tavolo di ogni imprenditore è proprio quello della gestione delle risorse umane. O, come si sente spesso dire, l'attrazione dei talenti. ll legame che unisce il datore di lavoro alla propria squadra è sempre più intessuto di nuove istanze connesse alla condivisione dei valori, al rispetto reciproco, al welfare, al rapporto tempo professionale/tempo personale, alla qualità di vita in azienda e alla relazione con i colleghi. Per dirla in breve, oggi le imprese devono affrontare nuove sfide, tra cui:

  • Attrarre e trattenere talenti, in un contesto dove le nuove generazioni sono molto attente ai temi dell’equità.

  • Integrare la sostenibilità sociale nelle strategie ESG.

  • Migliorare reputazione e accesso a incentivi, come punteggi più alti nei bandi e sgravi contributivi.

  • Costruire una cultura interna basata su merito, rispetto e fiducia, elementi chiave per crescere.

In quest'ottica, ottenere la certificazione sulla parità di genere è quindi un segnale forte per i collaboratori e per tutti gli stakeholder. Non è il traguardo finale, non è un semplice documento da esibire: è il punto di partenza per un miglioramento costante verso un ambiente di lavoro più giusto e inclusivo, oltre che una leva attrattiva concreta, verificabile e potente per i nuovi talenti.

E la tua realtà come si posiziona rispetto a questi temi? Scoprilo con l'aiuto del nostro team: basta una mail e saremo a tua disposizione per affiancarti nell'iter verso la Certificazione per la Parità di Genere in azienda. Un percorso complesso ma ricco di soddisfazioni che non può più essere ignorato.

Approfondimento

Leggi anche: