L’analisi di scenario è solo il primo passo, ma è quello in cui ci chiediamo dove stiano le opportunità, dove le minacce, dove la nostra azienda sia in grado di operare in condizioni di reale vantaggio e quali siano le scelte dell’impresa che vanno nella giusta direzione.

La gestione analitica – anche quella più tecnica, quella più settoriale – è come una raccolta dati: siamo abbastanza certi che siano veri, ma non siamo sicuri che ci saranno utili: pochi di essi, infatti, riescono a rappresentare una proiezione lontana plausibile, ma la verità è che è il contesto complessivo in cui sono immersi a renderli speciali.

Senza il principio analitico non c’è strategia, ma la Strategia in azienda non nasce da una unità, mai. Non un dato, non una specializzazione, non un’azione, non una funzione, non un singolo settore.

Anche per questo motivo, fare Strategia aziendale non parte da un piano e non diventa un piano. Il punto di partenza è invece una “vision”, un’aspirazione concreta e misurabile; il punto di arrivo diventa così una linea di condotta, una pianificazione delle risorse necessarie; l’obbiettivo è il conseguimento di una situazione di vantaggio per l’impresa.  Niente di meno scontato.

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