Se il pensiero strategico è in effetti il processo mentale volto ad anticipare l’effetto delle azioni che pianifichiamo in una visione di lungo periodo, focalizzata su obiettivi molto chiari, la sua pianificazione è un’attività basilare per la crescita di un’azienda.   

Realizzare un piano strategico significa, quindi, mutare continuamente prospettiva rispetto all’azione scelta attraverso analisi di scenario, analisi settoriali, analisi di contesto e valutando di volta in volta i reali effetti che l’azione individuata potrebbe avere. 

In che contesto opera l’aziendaCome cambia nel tempo questo contesto? Come il settore risponde alla discrezionalità strategica? Quali tipi di redditività propone? Come evolvono le tecnologie di riferimento?

Queste sono solo alcune delle domande che bisogna porsi per l’elaborazione di un piano strategico preciso e chiaro, ovvero il risultato sarà una strada sulla quale ci si può incamminare per la crescita dell’azienda prevedendone svincoli e incroci, e raffigurando le potenziali direzioni da prendere per il raggiungimento dell’obiettivo. 

Elaborare un piano strategico è tuttaltro che guardare in una palla di cristallo, esattamente l’opposto.  Si tratta di affidare le proprie opportunità ad analisi preconfigurate i cui risultati siano mediamente in linea con quelli attesi.

Un buon piano strategico, in effetti, si pone prima di tutto come obiettivo avere risultati di piena efficacia, lasciando agli elementi di tattica l’individuazione precisa dei livelli di efficienza.  

Per tutto questo, un piano strategico è tutt’altro che filosofia, ma concretezza allo stato puro.  

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