18 Gennaio 2022

Finanziaria 2022: come si modificano i crediti di imposta

Con la pubblicazione della Legge di Bilancio del 30 dicembre 2021, n. 234 (c.d. Finanziaria 2022) vengono confermati, sia pur con modifiche, i più importanti crediti di imposta per le aziende italiane:

– Prorogati di tre anni, fino al 2025, e rimodulati il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi e il credito di imposta R&S&I&D;

– La legge di Bilancio 2022 non prevede la proroga del termine di validità del credito di imposta su beni strumentali ordinari e sul credito di imposta per la formazione 4.0 che, quindi, al momento, restano operativi fino al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2022 con le caratteristiche previste dalla Finanziaria 2021;

– Infine, prorogato al 31 dicembre 2022 il credito d’imposta per le spese di consulenza relative alla quotazione delle piccole e medie imprese (PMI).

CREDITO DI IMPOSTA BENI STRUMENTALI INDUSTRIA 4.0

Prorogato di tre anni, fino al 2025, e rimodulato il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi, già previsto fino a tutto il 2022.

Ricordiamo tutte le diverse percentuali per anno di acquisto per i beni indicati nell’allegato A (c.d. Beni industria 4.0).

2021
Alle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi indicati nell’allegato A annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, , il credito d’imposta per gli acquisti effettuati dal 16.11.20202 e per gli acquisti  nel 2021 è riconosciuto nella misura del:
– 50% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
– 30% del costo, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro;
– 10% del costo, per la quota di investimenti superiori a 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

2022
Per gli acquisti nel 2022 le percentuali diminuiscono come segue:
– 40% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
– 20% del costo, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro;
– 10% del costo, per la quota di investimenti superiori a 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

2023-2025
Per i beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0 acquisiti dal 2023 al 2025, il bonus sarà pari a:
– 20% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
– 10%, per la quota oltre i 2,5 e fino a 10 milioni di euro;
– 5%, per la quota oltre i 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi ammissibili, fissato a 20 milioni.

Per gli investimenti aventi ad oggetto beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali “Industria 4.0”, si proroga al 2025 la durata dell’agevolazione e, per gli anni successivi al 2022, se ne riduce progressivamente l’entità (dal 20% del 2022 al 15% del 2023 e al 10% del 2024).

Il Credito d’imposta su beni strumentali ordinari, infine, si ferma il 31 dicembre 2022 mancando la proroga all’interno della Legge di Bilancio.
Alle imprese che intendono investire in beni non 4.0, dal 1° gennaio e fino al 31 dicembre 2022 si applicheranno i seguenti limiti:
– il valore massimo dei costi ammissibili è fissato a 2 milioni di euro; 
– per i beni strumentali immateriali il limite si ferma a 1 milione di euro.
In ambedue i casi, la percentuale del credito d’imposta riconosciuto sarà pari al 6%, rispetto al 10% previsto per gli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2021.

CREDITO DI IMPOSTA R&S&D&I

Viene modificata ed estesa la disciplina del credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative, di cui ai commi da 198 a 206 dell’articolo 1 della legge di bilancio 2020 (l. n. 160/2019).
La proroga dei benefici oltre il 2022 opera con tempistiche, misure e limiti massimi differenziati, a seconda della tipologia di investimenti.

Per l’anno 2022, si mantiene comunque la stessa misura e lo stesso limite massimo disposto dalla legislazione vigente. In particolare:
– il credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, viene prorogato sino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2031, mantenendo, fino al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2022, la misura di fruizione già prevista, pari al 20%  e nel limite di 4 milioni di euro. Per i successivi periodi d’imposta fino al 2031, la misura è del 10% e nel limite di 5 milioni di euro;

– il credito d’imposta per le attività di innovazione tecnologica e di design e ideazione estetica è prorogato fino al periodo d’imposta 2025, mantenendo, per i periodi d’imposta 2022 e 2023, la misura del 10% e prevedendo, per i periodi d’imposta 2024 e 2025, la misura del 5% cento, fermo restando il limite annuo di 2 milioni di euro;

– per le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0, il credito d’imposta è prorogato sino al periodo d’imposta 2025 ed è riconosciuto:

  • per il periodo d’imposta 2022, nella misura già prevista, e pari al 15% nel limite di 2 milioni di euro;
  • per il periodo di imposta 2023 è riconosciuto in misura del 10% nel limite massimo annuo di 4 milioni di euro;
  • per i periodi d’imposta 2024 e 2025, nella misura del 5% e sempre nel limite di 4 milioni.

CREDITO DI IMPOSTA FORMAZIONE 4.0

Il disegno di legge di Bilancio 2022 non prevede la proroga del termine di validità del bonus formazione 4.0.
L’agevolazione quindi, al momento, resta operativa fino al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2022.

Le percentuali previste dalla finanziaria 2020 restano valide anche per gli anni 2021 e 2022:

– Piccole imprese: pari al 50% del costo del personale dipendente per il periodo in cui è occupato nelle attività formative agevolabili fino a un massimo di 300.000 euro per beneficiario;
– Medie imprese: al 40% del costo del personale dipendente  per il periodo in cui è occupato nelle attività formative agevolabili fino a un massimo di 250.000 euro per beneficiario;
– Grandi imprese: al 30% del costo del personale dipendente per il periodo in cui è occupato nelle attività formative agevolabili fino a un massimo di 250.000 euro per beneficiario.

In caso di lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati la percentuale è del 60%.
 

CREDITO DI IMPOSTA QUOTAZIONE PMI

È stato prorogato fino al 31 dicembre 2022 il credito d’imposta per le spese di consulenza relative alla quotazione delle piccole e medie imprese (PMI) istituito dalla legge di bilancio 2018.
La finanziaria 2022 ne riduce, però, l’importo massimo da 500.000 a 200.000 euro.

Per maggiori informazioni scrivi all’indirizzo f.galasso@oriens.consulting

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