Implementare un modello sulla Parità di Genere secondo la PDR 125:2022 significa modificare la cultura aziendale garantendo un comportamento senza disparità in tutte le fasi della vita dei dipendenti, nella loro selezione e assunzione, nel percorso di formazione e crescita e nella vita di tutti i giorni considerando la loro vita privata e la conciliazione con la stessa soprattutto in momenti importanti come la maternità/paternità o care giving.
Ma l’impatto di una cultura di parità e inclusione non si ferma solo a questo; essa interagisce anche con altri aspetti aziendali come la responsabilità dell’imprenditore in giudizio, intrecciandosi inoltre con altre normative come la nuova norma sulla trasparenza retributiva o altri modelli di gestione.
In questo approfondimento, la nostra consulente per la Compliance Francesca Galasso ci spiega come la Parità di Genere influisce nell’ESG, creando valore e migliorando non solo la governance, la reputazione e l’innovazione di un’azienda ma anche i suoi risultati complessivi.
Relazione tra pari opportunità e ESG
Dal principio etico al valore strategico
Nel framework ESG, la parità di genere non è un tema settoriale né accessorio: rappresenta uno degli indicatori più rilevanti della maturità di un’organizzazione in termini di sostenibilità. È un elemento trasversale che incide simultaneamente sulle dimensioni Social e Governance, ma che riflette anche scelte strategiche capaci di influenzare la performance complessiva dell’impresa.
Sempre più investitori, istituzioni e stakeholder considerano la parità di genere un parametro chiave per valutare l’affidabilità, la resilienza e la capacità di creazione di valore nel lungo periodo. Non a caso, numerosi standard ESG e normative europee richiedono dati disaggregati per genere, politiche di inclusione e meccanismi di accountability chiari.
Parità di genere: dalla compliance ESG alla strategia
Nel contesto ESG, la parità di genere può essere affrontata su due livelli distinti:
- livello formale, legato al rispetto di requisiti normativi, obblighi di rendicontazione e indicatori richiesti dagli standard;
- livello strategico, in cui la parità diventa parte integrante del modello di governance e delle politiche di sviluppo del capitale umano.
Le aziende più mature sono quelle che superano l’approccio meramente dichiarativo e integrano la parità di genere nei processi decisionali, nei sistemi di gestione delle persone e nei meccanismi di controllo. In questa prospettiva, la parità non è solo un obiettivo sociale, ma una leva di competitività e innovazione.
Il ruolo della parità di genere nei pilastri ESG
Analizzando i tre pilastri ESG, emerge con chiarezza la centralità del tema:
- Social (S): la parità di genere incide su condizioni di lavoro eque, accesso alle opportunità, tutela della genitorialità, inclusione e benessere organizzativo. Indicatori come gender pay gap, accesso alla formazione e presenza femminile nei ruoli chiave sono oggi imprescindibili.
- Governance (G): la composizione degli organi di governo, la presenza femminile nei ruoli decisionali e la trasparenza dei processi di nomina sono elementi centrali per valutare la qualità della governance.
- Environmental (E): sebbene in modo indiretto, la parità contribuisce anche alla dimensione ambientale: organizzazioni inclusive e diversificate dimostrano maggiore capacità di affrontare sfide complesse, come la transizione ecologica.
La parità di genere, quindi, non è un tema isolato ma un indicatore sistemico della sostenibilità aziendale.
Perché la parità di genere è strategica in ottica ESG
Tre motivi rendono la parità di genere un fattore determinante nei percorsi ESG:
- Attrattività per investitori e mercato
Fondi e investitori istituzionali utilizzano sempre più spesso indicatori di genere per valutare il rischio e la solidità delle imprese. - Performance e resilienza
Studi internazionali dimostrano che le aziende con maggiore equilibrio di genere nei ruoli decisionali ottengono risultati migliori in termini di redditività e gestione del rischio. - Reputazione e fiducia
La coerenza tra valori dichiarati e pratiche reali in materia di parità rafforza la credibilità dell’impresa verso stakeholder, clienti e istituzioni.
Buone pratiche per integrare la parità nei percorsi ESG
Le aziende che affrontano seriamente il tema adottano strumenti concreti, tra cui:
- integrazione di obiettivi di parità nella strategia ESG e nei piani industriali;
- definizione di KPI di genere collegati alla governance e ai sistemi di incentivazione del management;
- monitoraggio periodico di indicatori quantitativi e qualitativi (pay gap, carriera, formazione);
- rendicontazione trasparente all’interno di bilanci di sostenibilità o report ESG;
- allineamento tra politiche di parità, modelli organizzativi e sistemi di controllo interno.
Queste pratiche dimostrano che la parità di genere, se inserita in un quadro ESG strutturato, non è un costo né un adempimento, ma un investimento strategico capace di generare valore duraturo.