20 Gennaio 2021

Investimenti in beni strumentali aziendali (ex iper e superammortamento): fino al 50% di credito di imposta!

Con la pubblicazione in GU n. 322 del 30.12.2020 della L. 178/2020 (c.d. Legge di Bilancio 2021) è entrata in vigore, con effetto retroattivo agli investimenti effettuati dal 16.11.2020, la nuova disciplina del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali.

Le principali novità del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali sono:
– incremento delle aliquote di credito d’imposta fino al 31.12.2021 con una diminuzione successivanel 2022;
– innalzamento dei massimali di spesa ammissibili;
– estensione agli investimenti in beni immateriali ordinari 
(software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni non 4.0 ovvero non inclusi nell’allegato B annesso alla Legge di Bilancio 2017);
– previsione di un’aliquota potenziata per beni materiali e immateriali destinati dall’impresa alla realizzazione di forme di lavoro agile;

– diminuzione del periodo di fruizione dell’agevolazione (da 5 a 3 anni); 
– ulteriore compressione del periodo di fruizione (in unica soluzione) per investimenti in beni materiali e immateriali ordinari effettuati da soggetti con ricavi o compensi inferiori a 5 milioni di euro;
– introduzione dell’onere di asseverazione della perizia tecnica per beni 4.0 di costo unitario superiore a 300.000 euro;
– modifica della dicitura che le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere: “bene agevolabile ai sensi dell’articolo 1, commi da 1054 a 1058, Legge 178/2020”.


Ma vediamo nel dettaglio l’agevolazione per gli acquisti dal 2020 e al 2022.

IL CREDITO DI IMPOSTA DA FINANZIARIA 2020

Con la pubblicazione della Finanziaria 2020 in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2019, diventano operative le variazioni intervenute per l’iperammortamento e il superammortamento che, dal 2020, diventano crediti di imposta da usufruire negli anni successivi. 

IPERAMMORTAMENTO

Fino al 2019, l’iperammortamento prevedeva un beneficio fiscale rappresentato dalla maggiorazione del valore degli investimenti Industria 4.0, fino al 170% del costo di acquisto, nel calcolo degli ammortamenti ai fini della quantificazione delle imposte.
Questa maggiorazione era in grado di produrre una diminuzione delle stesse pari al 40% circa del costo del bene (con aliquota teorica IRES del 24%). La normativa prevedeva una serie di scaglioni a seconda dell’ammontare dell’investimento, agevolando gli investimenti di minor valore (effettuati maggiormente dalle PMI). Le percentuali andavano da:
– 0-2,5 milioni di euro:        170%
– 2,5-10 milioni di euro:       100%
– 10-20 milioni di euro:        50%
– Oltre 20 milioni di euro:       0%

Dal 2020, invece, l’iperammortamento permetterà di avere un credito d’imposta variabile a seconda dell’investimento effettuato, ossia:
– del 40% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
– del 20% del costo, per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro, e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro
In questo modo il beneficio non sarà sul calcolo delle imposte, ma impatterà a livello finanziario potendo usare il credito in compensazione nei versamenti in F24 nei periodi successivi (cinque anni).

I cambiamenti apportati dalla Finanziaria 2020, oltre a modificare la tipologia di agevolazione, hanno un impatto anche in termini di minor beneficio non solo perché vi è una perdita teorica rispetto al precedente disposto normativo dello 0,8% circa, ma soprattutto perchè è stato eliminato l’ultimo scaglione, ossia quello tra i 10 e i 20 milioni di euro, di grande importanza per le aziende di grandi dimensioni.

SUPERAMMORTAMENTO
Il superammortamento, che prevedeva una maggiorazione del costo di acquisto dei beni strumentali, pari al 30%, diventa nel 2020 un credito di imposta del 6% fino a un limite massimo di costi pari a 2 milioni di euro.
 
BENI IMMATERIALI INDUSTRIA 4.0
In merito ai beni immateriali connessi agli investimenti in beni materiali “Industria 4.0”, la finanziaria 2020 prevede un credito di imposta pari al 15% del costo fino a un limite massimo di costi pari a 700.0000 euro.
Tale credito di imposta, a differenza dei precedenti, potrà essere utilizzato in tre anni.

ONERI DOCUMENTALI
Oltre all’obbligo di conservazione della documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili, si sottolineano i seguenti oneri documentali:
–  le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere l’espresso riferimento alle disposizioni normative;
 – in relazione agli investimenti sopra i 300.000 euro per cui si richiede l’iperammortamento, è necessario la perizia tecnica;
–  le imprese che si avvalgono di tali misure effettueranno una comunicazione al Ministero dello sviluppo economico secondo le modalità e con i contenuti che verranno stabiliti dal Ministero stesso con apposito decreto.
Tale ultimo obbligo ha il solo fine di consentire al Ministero dello sviluppo economico di acquisire le informazioni necessarie per valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolative introdotte. 
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AMBITO TEMPORALE
Infine è necessario far chiarezza sugli ambiti temporali di applicazione: la nuova disciplina si applica alle imprese che effettuano acquisti di beni strumentali nuovi dal 1° al 31 dicembre 2020, oppure entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.
Questo significa che agli ordini accettati nel 2019, con un pagamento pari almeno al 20% entro il 31 dicembre 2019 e perfezionatisi entro il 30 giugno 2020, si potrà applicare la vecchia disciplina. 

IL CREDITO DI IMPOSTA DA FINANZIARIA 2021: NOVITÀ

Con la Finanziaria 2021, viene prorogato lo strumento fino al 31.12.2022 e vengono apportati dei cambiamenti positivi sulle percentuali del credito di imposta. Tale incremento sarà operativo non solo per gli acquisti effettuati nel 2021 e 2022 ma anche per quelli dal 16 novembre 2020.

BENEFICIARI
L’agevolazione vale per tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito dell’impresa, che effettuano inve- stimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022, ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione, è riconosciuto un credito d’imposta differenziato in relazione alle diverse tipologie di beni agevolabili.


EX IPERAMMORTAMENTO
Alle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi indicati nell’allegato A annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, , il credito d’imposta per gli acquisti effettuati dal 16.11.20202 e per gli acquisti  nel 2021 è riconosciuto nella misura del
– 50 % del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro,
– 30 % del costo, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro, 
– 10 % del costo, per la quota di investimenti superiori a 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.
Per gli acquisti nel 2022 le percentuali diminuiscono come segue:
– 40 % del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro,
– 20 % del costo, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro, 
– 10 % del costo, per la quota di investimenti superiori a 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

SUPERAMMORTAMENTO E BENI IMMATERIALI NON INDUSTRIA 4.0
Il superammortamento, che prevedeva un credito di imposta del 6% fino a un limite massimo di costi pari a 2 milioni di euro (1 milione per i beni immateriali), diventa pari al 10% del costo per gli acquisti effettuati dal 16.11.20202 e per gli acquisti  nel 2021.
Per gli acquisti nel 2022 ritornano le percentuali della Finanziaria 2020.
Per i beni funzionali allo smart working, invece, l’aliquota aumenta fino al 15%.
 
BENI IMMATERIALI INDUSTRIA 4.0
In merito ai beni immateriali connessi agli investimenti in beni materiali “Industria 4.0”, la finanziaria 2020 prevedeva un credito di imposta pari al 15% del costo fino a un limite massimo di costi pari a 700.0000 euro.
Per gli acquisti effettuati dal 16.11.2020 e fino 31.12.2022 2021 il credito di imposta sarà pari al 20% del costo fino a un limite massimo di costi pari a 1.000.0000 euro.

UTILIZZO DEL CREDITO

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione in tre quote annuali di pari importo, a decorrere:
– dall’anno di entrata in funzione dei beni per gli investimenti ex  superammortamento; ovvero
– dall’anno di avvenuta interconnessione dei beni per gli investimenti ex iperammortamento.

Per gli investimenti in beni strumentali effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, il credito d’imposta spettante per l’ex superammortamento ai soggetti con un volume di ricavi o compensi inferiori a 5 milioni di euro è utilizzabile in compensazione in un’unica quota annuale.

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