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Favorire l’innovazione: organizzare l’azienda per attivare i ricettori e avviare il cambiamento

In un mondo iper-connesso, con facile accesso praticamente a qualsiasi tecnologia, il rischio di obsolescenza dell’offerta che ha reso grandi molte aziende fino ad oggi diventa sempre più elevato.

Il mercato infatti oggi acquista esperienze, semplicità, serenità: non più solo un prodotto o un servizio. Queste dinamiche sono in continua trasformazione perché vanno al passo con le evoluzioni tecnologiche, le trasformazioni delle abitudini di consumo ed altri mutamenti sociali ed economici.

Ciò che crea successo nel business non è più l’ennesimo, marginale miglioramento del prodotto o del servizio, ma l’esperienza complessiva generata interagendo con quanto ottenuto a vario titolo, in relazione al tipo di utilità che il fruitore ne vuol trarre. 

Pensiamo ad un settore estremamente rilevante dell’economia e del bilancio di molte persone, quello dell’automotive: negli ultimi anni, le case automobilistiche propongono esperienze d’acquisto o di fruizione del bene sempre più semplificate. Le pubblicità del settore parlano poco o nulla del prodotto, ma evidenziano lo stato d’animo derivante dall’esperienza vissuta con quel brand da parte del cliente target. Ne consegue che l’industria automotive si struttura sempre più per vendere servizi ed emozioni, avvicinandosi e talvolta sovrapponendosi a settori che prima erano solo complementari, come quelli delle assicurazioni e delle finanziarie. La stessa industria automobilistica diventa quasi co-opetitor di altre industrie emerse negli ultimi anni, basti pensare a quelle della tecnologia connettibile con l’automobile tramite smartphone. 

Un ulteriore esempio particolarmente calzante è quello dei brand di prodotti di lusso, dove l’esperienza d’acquisto è sempre più “phygital”, cioè è indissolubilmente sia fisica che digitale. Le persone acquistano perché mosse dalla curiosità e dalla necessità di acquisire uno stato d’animo percepito come positivo, sensazioni attivate prevalentemente nel mondo digitale (social in primis), successivamente consolidate nel mondo reale. Il luogo fisico dove ciò accade è il negozio, il punto vendita, quello spazio che qualche anno fa si pensava dovesse praticamente scomparire. Ma il luogo fisico e quello digitale sono meravigliosamente connessi tra loro. 

Risulta facile citare casi di successo del mercato, è invece molto sfidante creare modelli di generazione di valore veramente innovativi e quindi differenzianti nel mercato. 

La produzione dell’innovazione però si avvera quando si uniscono: 

  1. la visione, la conoscenza del mercato e dei processi esistenti, noti agli imprenditori e ai manager; 
  1. alle metodologie, agli strumenti e allo sviluppo delle persone e dell’organizzazione con il supporto della consulenza.  

Non c’è dubbio infatti che solo l’azienda conosca il proprio mercato: di conseguenza è questa l’unica entità fatta di persone in grado di leggere i fenomeni e le motivazioni che spingono al cambiamento, nelle modalità di fruizione del prodotto o del servizio da parte delle proprie “personas”. 

L’azienda però deve orientarsi verso un cambio il paradigma, dando più rilevanza ad attività fino ad oggi forse poco considerate, ed attivando sistemi e processi diversi da quelli classici. 

Per innovare è quindi necessario “guardare anche al di fuori del proprio mercato”, ragionare creando ipotesi e scenari innovativi, allenando la struttura organizzativa al pensiero “laterale” o “out of the box”, all’osservazione delle evoluzioni tecnologiche oltre a quelle delle modalità di fruizione dei beni e servizi.  

Il cambio di paradigma dell’azienda deve favorire opportune crescite organizzative, l’introduzione di specifiche metodologie e l’attivazione di strumenti che favoriscano il pensiero strategico e la sua condivisione organizzata e regolare nel tempo.  

Ecco che un nuovo focus su persone, metodologie e strumenti diventa fondamentale per la crescita. 

Dalla condivisione degli obiettivi strategici, tramite opportuni approfondimenti ed analisi, nascono quindi proposte su nuovi ruoli chiave in azienda. Solo per citare alcuni manageriali: innovation, market intelligence, research, brand, digital marketing, channel, e business intelligence. 

Ulteriori evoluzioni spesso necessarie sono quelle legate agli strumenti digitali sviluppabili per la massimizzazione, l’ottimizzazione e la condivisione della conoscenza. Le infrastrutture Cloud e delle App offrono infinite possibilità di sviluppo di soluzioni specifiche, espressamente dedicati all’azienda. L’Intelligenza Artificiale, opportunamente sviluppata ed applicata offre opportunità di crescita esponenziali.  

Persone, ruoli e strumenti comportano quindi la necessità di applicare metodologie di analisi (es. scenari di valutazione di diverse opportunità strategiche) e di gestione dei processi di innovazione (es. metodologie Agile per lo sviluppo delle idee, dei progetti). 

L’interconnessione tra ruoli, strumenti e metodologie è necessaria e funziona correttamente quando i tre ambiti sono adeguatamente selezionati, sviluppati ed interconnessi “a misura d’azienda”. Cosa si intende per “misura d’azienda”? Individuare ed implementare il miglior piano, coerente con obiettivi strategici di crescita e di sviluppo, livello di investimento individuato, rispetto della missione e dei valori, valorizzazione di ciò che è già presente, cioè persone e asset. 

Il team Oriens, con le sue competenze multidisciplinari, è in grado di percorrere insieme all’azienda l’intero processo evolutivo per l’attivazione dell’innovazione, progettando insieme all’imprenditore e al manager, la soluzione più efficace e concreta dal punto di vista dell’investimento e delle tempistiche. 

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