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I modelli retributivi: applicazioni concrete

I modelli retributivi: applicazioni concrete

Negli articoli precedenti abbiamo definito cos’è un modello retributivo e come la sua presenza, al di là degli innegabili impatti sulla motivazione delle Persone, possa permettere all’azienda anche a livello di tutele legali, di gestire al meglio i temi relativi alla Direttiva UE (2023/970) che entrerà in vigore nel Giugno 2026, in tema di trasparenza ed equità salariale.
Riassumendo, il modello salariale è un modello organizzativo che definisce le modalità e gli strumenti per retribuire in modo equo ed equilibrato le Persone in armonia con le vigenti norme sul lavoro e in coerenza con il CCNL di settore.

Job Evaluation e valutazione dei ruoli

Abbiamo anche visto che il primo step è appunto una precisa valutazione dei ruoli in azienda, provvedendo ad una puntuale descrizione delle attività e definendo quella che è nota come Job Evaluation cioè una valutazione quantitativa di ogni ruolo, identificando una serie di parametri di valutazione da trasformare poi in numeri attraverso delle scale di valutazione, così da ottenere un numero che poi viene riparametrato in una scala da 1 a 10.
Ad esempio fra i vari parametri (solitamente da 6 a 10) posso ad esempio citare le Competenze Tecniche e le Competenze Relazionali creando una scala specifica.

Attribuzione del grade ai ruoli

Quindi per ogni ruolo andrò a vedere quale descrizione si addice maggiormente e assegnerò per quel fattore il numero alla sommità della colonna. Elaborando tutti i fattori attraverso anche un algoritmo che ne identifica pesi diversi, avrò per ogni ruolo un “Grade specifico” da 1 a 10 che è la base per identificare il valore anche monetario del ruolo.
Finora si è parlato di ruoli al di là delle Persone che lo occupano.
Lo step successivo sarà quello di valutare la Persona che occupa quel ruolo. Dalla combinazione tra ruolo e Persona riuscirò a identificare un range retributivo all’interno del quale dovrei muovermi in modo flessibile.

Livello di sviluppo e classificazione delle Persone

Ma cosa valuto di una Persona per ottimizzare la sua retribuzione?
Essenzialmente dovrò valutare:

  • Continuità della prestazione. Non la singola prestazione che deve essere maggiormente legata alla retribuzione variabile. La continuità di per sé “certifica” un livello di competenza acquisita elevato da retribuire maggiormente;
  • Livello di competenza
  • Livello di sviluppo inteso come un progressivo accumulo di competenza
  • Livello di Potenziale cioè quanto quella Persona potrà ancora sviluppare la sua competenza nel tempo

Il parametro chiave è definire il livello di sviluppo da collegare alla retribuzione.
Se sviluppo adeguate competenze, il mio livello di sviluppo potrà essere definito attraverso una serie di step crescenti:

  • Principiante
  • Contributore
  • Produttore
  • Esperto
  • Super-esperto

Metodo di classificazione e distribuzione gaussiana

È importante saper classificare le persone in queste categorie attraverso un metodo univoco, condiviso con la Persone stessa e condividendo anche come fare a passare allo step successivo.
È chiaro che la distribuzione delle Persone seguirà una dinamica “Gaussiana”, con pochi principianti, pochi Super-esperti e una massa maggiore di Contributori e Produttori.

Fasce retributive e aggiornamento dei range

Lo step successivo sarà quello di collegare delle fasce retributive all’interno dei ruoli con lo stesso “Grade” in funzione dello sviluppo valutato e condiviso. Ad esempio, per un Ruolo che ha un grade 5 per un lavoratore “Produttore” la retribuzione sarà ad esempio tra 28.000 e 30.000 € lordi. I valori dei range vanno ovviamente rivisti almeno una volta all’anno. Tali parametri non vanno condivisi con tutti, ma le Persone devono sapere che c’è un meccanismo definito.

Impatto del modello sulle richieste retributive

In presenza di un metodo di questo tipo le Persone non verranno a chiedere l’aumento di stipendio spesso con richieste soggettive e personalizzate, ma chiederanno come passare ad un livello di sviluppo successivo “certificato”, in conseguenza del quale scatta la revisione retributiva.

Nel prossimo articolo andremo un po’ più a fondo su chi valuta, su come valutare e su come correlare il tutto ad una retribuzione equa.

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